Status di Papa o Romano Pontefice

Status di Papa o Romano Pontefice

Stemma romano Pontefice

Lo Status di Papa o Romano Pontefice può essere definito come:

  • Successore di Pietro e Vicario di Cristo.

Egli è innanzitutto il capo del Collegio Episcopale, così come Pietro è stato il capo del Collegio Apostolico.

Ne consegue che noi riusciamo a dimostrare il primato del Papa, solo se riuscissimo a dimostrare il primato di Pietro. Un primato quest’ultimo che non è il frutto di uno sviluppo storico, bensì un fondamento del diritto divino.

Il Papa e il primato Petrino per la Chiesa cattolica e non cattolica

Il Primato Petrino è un qualcosa che ha riconoscimento all’interno dei Vangeli. In modo particolare, voglio richiamare Matteo e Giovanni.

Matteo 16 – 13 ss.:

[13] Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. [14] Risposero: “Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. [15] Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. [16] Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. [17] E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. [18] E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. [19] A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.

Giovanni 21.14 ss.:

[14] Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. [15] Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. [16] Gli disse di nuovo: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci le mie pecorelle”. [17] Gli disse per la terza volta: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle.

Proprio perché fondamento del diritto divino, tale primato c’è sempre stato, anche se si è imposto o manifestato con molto lentezza. Addirittura se ne hanno scarse tracce nei primi tre secoli, mentre comincia ad essere affermato nel secolo IV, con il Concilio di Sardica (343). Quest’ultimo, infatti, riconobbe ai vescovi condannati da un Sinodo, il diritto di appellarsi al Papa. Così facendo – dice il Concilio – viene onorata la memoria del beato Pietro.

Ad ogni modo essa si consoliderà nel V secolo con Papa Leone I Magno.

Romano Pontefice e Primato Petrino nelle Chiese orientali non cattoliche

Al riguardo, è interessante ricordare che anche le Chiese Orientali non Cattoliche riconoscono detto primato. Esse però ritengono che si tratti solamente, di un primato d’onore e non di giurisdizione.

Pietro sarebbe solo il primo tra i pari.

Per le Chiese Orientali non Cattoliche se il vescovo di Roma ha una particolare importanza, ciò dipenderebbe solo per l’importanza politica rivestita dalla stessa città. Ne consegue che lo stesso trattamento dovrebbe essere riservato, anche al vescovo di Costantinopoli.

Per gli orientali il primato risiede nel concilio ecumenico, dove vi fanno parte i 5 Patriarchi essenziali per la Chiesa:

  1. Roma
  2. Costantinopoli
  3. Gerusalemme
  4. Antiochia
  5. Alessandria

Quanto appena detto ci fa capire che, per gli Orientali non uniti i concili ecumenici sono stati solo i primi 7, perché negli altri proprio per gli scismi createsi era venuto meno il carattere universale.

Ad ogni modo, il primato petrino si definirà con il Concilio Vaticano I, nella Costituzione Pastor aeternus, e interessante al riguardo è anche il canone 331: il Vescovo della Chiesa di Roma, in cui permane l’ufficio concesso dal Signore singolarmente a Pietro, primo degli Apostoli, e che deve essere trasmesso ai suoi successori, è capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale; egli perciò, in forza del suo ufficio, ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente.

Titoli appartenenti al Santo Romano Pontefice

Da questo canone 331 il Papa viene definito con i titoli di:

  • Vicario di Cristo
  • Capo del Collegio Episcopale
  • Pastore della Chiesa universale

E si evince altresì un altro dato. Vale a dire che la sua potestà sia:

Ordinaria: connessa al suo ufficio

Propria: che non deriva da nessun altro ufficio

Suprema: che non c’è potestà superiore alla Sua 

Piena:

Immediata:

Universale:

Liberamente esercitabile: cioè sia dentro che fuori la Chiesa

Si faccia attenzione però a non cadere nell’errore di pensare, che il Papa, proprio in virtù di questa sua potestà, non sia dotato di limiti. Anche su di lui vigono, infatti, i limiti imposti dal diritto divino.

Ad esempio, il Papa non potrebbe mai dire che il matrimonio sia dissolubile.

Ad ogni modo, è sempre interessante ricordare che quando si parla del primato petrino, ci si riferisce al primato di giurisdizione e non a quello dell’ordine. (Diaconato, presbiterato, episcopato).

Procedura per diventare Papa della Chiesa universale

A questo punto ci poniamo una domanda di non poco conto, più precisamente: come si diventa Papa?

La risposta è a norma del canone 332:

  • Il Sommo Pontefice ottiene la potestà piena e suprema sulla Chiesa con l’elezione legittima, da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale. Di conseguenza l’eletto al sommo pontificato che sia già insignito del carattere episcopale ottiene tale potestà dal momento dell’accettazione. Che se l’eletto fosse privo del carattere episcopale, sia immediatamente ordinato Vescovo.

In altre parole, mediante l’accettazione della sua elezione legittima.

Ad oggi, tale elezione è disciplinata dalla Costituzione apostolica Universi dominici gregis di Giovanni Paolo II. Quest’ultima richiede un elettorato attivo di circa 120 cardinali, con un’età inferiore agli 80 anni.

Il Santo Romano Pontefice cesserà dal suo ufficio solo per morte o per sua rinuncia.

L’ultimo Papa ad aver rinunciato al suo ufficio è stato Benedetto XVI.

Il magistero infallibile o la così detta infallibilità papale

Il papa condivide questa facoltà con il Collegio episcopale (col suo Capo e mai senza il suo Capo).

A condizione che:

  • La definizione è data nell’esercizio della qualità di Supremo Pastore e Dottore della Chiesa.
  • Che la definizione abbia ad oggetto materia di fede o di costume.
  • Che l’atto definitivo sia solenne e manifesto.

In realtà sono pochi i casi in cui i Papi hanno utilizzato questo magistero solenne, pertanto è qui interessante ricordare  Pio XII e il Dogma dell’Assunzione di Maria. Dogma quest’ultimo emanato mediante la Costituzione Munificentissimus Deus del 1950.

Approfondimenti

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