Regolamenti governativi come fonte del diritto del lavoro

Regolamenti governativi come fonte del diritto del lavoro

Palazzo Chigi sala del Consiglio dei Ministri

Sala del Consiglio dei ministri

Desta particolare importanza affrontare il tema dei regolamenti governativi, come fonte del diritto del lavoro.

In passato i regolamenti governativi erano scarsamente utilizzati, nel campo del diritto del lavoro. Oggi, invece, si è avuto un cambiamento di tendenza.

Questo è accaduto perché negli ultimi tempi, sempre più spesso, le leggi non hanno provveduto più a disciplinare tutti gli aspetti della materia. Con la conseguenza che, le stesse leggi hanno rimandano a detti regolamenti governativi, il compito di completare la disciplina giuridica. In altre parole, il compito di provvedere all’esecuzione e alla specificazione della normativa legale.

I diversi tipi di regolamenti governativi 

Si osservi che i regolamenti di cui stiamo parlando possono rivestire la forma di:

Regolamenti del Governo

Essi sono i d.P.R. o se si preferisce, i decreti del Presidente della Repubblica.

Regolamenti del Presidente del Consiglio dei Ministri

Vale a dire, quelli che comunemente vengono chiamati d.P.C.M. Quindi, i c.d. decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Regolamenti dei singoli Ministri

Essi comunemente vengono indicati come decreto ministeriale, ovvero, d.m.

La crescita dell’uso di detti regolamenti governativi

Ad ogni modo è importante precisare che, l’uso di questi regolamenti governativi, è cresciuto talmente tanto che più di qualcuno ormai osa dire, che nel campo del diritto del lavoro si è avuto uno spostamento del baricentro normativo.

Sulla base di quanto appena esposto, possiamo dire quanto segue. Non soltanto sono sempre meno le norme di provenienza parlamentare e sempre di più quelle di provenienza governativa; ma anche che quest’ultime – e quindi quelle di provenienza governativa – provvedono sempre più spesso a disciplinare, aspetti che sono tutt’altro che di mero dettaglio.

L’uso di Circolari e Risposte ad Interpello 

Ad accentuare il problema dello spostamento del baricentro normativo, ha concorso anche un altro fenomeno in accrescimento. Sto parlando dell’uso delle Circolari e delle Risposte ad Interpello da parte del Ministro del Lavoro.

Regolamenti, Circolari e Risposte ad Interpello, non c’è dubbio che sono strumenti efficaci per garantire maggiore certezza, nell’interpretazione e nell’applicazione del diritto da parte degli operatori. Ma è anche vero che se si abusa di essi, si rischia di attribuire al Governo ed in particolare al Ministro del Lavoro, un ruolo che non gli compete. Quello di legislatore e interprete del diritto.

Le Autorità indipendenti come fonti del diritto del lavoro

Anche le Autorità indipendenti, come vedremo meglio tra un momento, possono essere incluse tra le fonti del diritto del lavoro.

Tra le diverse Autorità indipendenti esistenti, a noi interessa citare soltanto:

  • La Commissione di garanzia per l’attuazione della legge 12 giugno 1990 n. 146: Detta Autorità indipendente è stata istituita dalla legge omonima. Essa svolge importanti compiti, con riferimento alla gestione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Tra questi importanti compiti, vi è anche quello di dettare regole limitative di questi scioperi, nel caso in cui non vi abbiano provveduto le parti sociali.
  • L’Autorità Nazionale Anticorruzione: Altrimenti chiamata ANAC, ha oltre al compito di prevenire la corruzione, anche quello di valutare le performance e la trasparenza delle Amministrazioni pubbliche.

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