Operazioni imponibili interne. Il requisito oggettivo dell’IVA

Operazioni imponibili interne. Il requisito oggettivo dell’IVA

Scatoloni sopra una pedana in legno che contengono merce

Il requisito oggettivo dell’IVA è un’argomento particolarmente interessante nello studio del diritto tributario.

Per quanto riguarda la disciplina del presupposto oggettivo dell‘IVA, dobbiamo dire quanto segue.

Esso è indicato nell’articolo 1, ma disciplinato nel dettaglio dagli articoli 2 e 3 DPR 633/1972.

Si osservi che, negli articoli appena richiamati detto presupposto oggettivo, viene identificato nella:

  • Cessione di beni
  • Prestazione o meglio fornitura di servizi

Vediamo adesso di capire che cosa si intende, per cessione di beni e fornitura di servizi:

Spiegazione della cessione di beni e fornitura di servizi ai fini IVA

Cessione di beni: (art. 2 DPR 633/1972)

Per quanto riguarda la cessione di beni, dobbiamo dire che essa trova la sua disciplina nel Primo comma dell’articolo 2.

Non a caso, detto articolo stabilisce che per essa si intendono:

  • Tutti gli atti a titolo oneroso che comportano il trasferimento della proprietà, ovvero, la costituzione o il trasferimento di diritti reali di godimento su qualsiasi bene.

Prestazione di servizi: (art. 3 DPR 633/1972)

Per quanto riguarda la fornitura di servizi, la disciplina è, invece, dettata dal Primo comma dell’articolo 3.

Quest’ultimo stabilisce che per essa si deve intendere:

  • Tutte quelle prestazione effettuate dietro pagamento di un corrispettivo e che trovano il loro fondamento in un contratto: d’opera, di appalto, di trasporto, di mandato, di mediazione, di deposito e in generale possiamo dire in tutte quelle obbligazioni di FARE, NON FARE O PERMETTERE.

Quanto appena detto – almeno da una prima lettura – potrebbe farci incorrere in un errore interpretativo. Cioè che tanto la cessione di beni quanto la fornitura di servizi, per poter essere considerati elementi oggettivi dell’IVA, sia necessario che entrambi avvengano a titolo oneroso. In altre parole, accompagnati dal pagamento di un prezzo; ciò che appunto rende possibile il trasferimento del tributo al consumatore finale.

Ma noi sappiamo che non è così.

Vero è che il Primo comma degli articoli 2 e 3 DPR 633/1972 affermano il principio attinente al concetto di cessione di beni e fornitura di servizi. Ma è altrettanto vero che entrambi gli articoli, sono dotati anche di un Secondo e Terzo comma.

Non a caso, nel:

  • Secondo comma: provvedono in talune ipotesi, ad allargare il concetto di cessione o fornitura.
  • Terzo comma: provvedono a restringere i concetti medesimi in tal altre ipotesi.

Per capire meglio quanto stiamo dicendo:

Con riferimento alla cessione dei beni:

Abbiamo detto che il Primo comma dell’articolo 2 ritiene cessione di beni:

  • Tutti gli atti a titolo oneroso che comportano il trasferimento della proprietà, ovvero, la costituzione o il trasferimento di diritti reali di godimento su qualsiasi bene.

Secondo comma dell’articolo 2 DPR 633/1972

Mentre il secondo comma, con riferimento a talune ipotesi, amplia questo concetto. In quanto, stabilisce che, COSTITUISCONO altresì cessione:

  1. Le vendite con riserva di proprietà: Dal punto di vista civile il trasferimento della proprietà, avviene con il pagamento dell’ultima rata. Quindi se non fosse esistito questo secondo comma l’Amministrazione, anche ai fini dell’IVA, avrebbe dovuto aspettare il pagamento dell’ultima rata medesima.
  2. Cessione gratuita dei beni alla cui produzione e al cui scambio è volta l’attività dell’impresa (ad eccezione delle cessioni di modico importo credo 25 euro). E’ evidente l’esistenza di una presunzione di onerosità: Nel Primo comma abbiamo visto che per cessione si deve intendere tutti gli atti a titolo gratuito. Grazie a questo Secondo comma si deroga ampliamente a questo principio.
  3. Destinazione dei beni all’uso e consumo personale o familiare dell’imprenditore e quindi per finalità estranee all’attività d’impresa: Nel Primo comma si richiede un trasferimento. Nel Secondo comma anche il semplice utilizzo dei beni per uso personale o familiare dell’imprenditore è rilevante ai fini dell’IVA.
  4. Le assegnazioni di beni ai soci o agli associati: Anche qui, nonostante si richieda nel Primo comma l’onerosità, in questo Secondo comma si fanno rientrare anche dette assegnazioni.

Terzo comma dell’articolo 2 DPR 633/1972

Il terzo comma, invece, come già anticipato provvede a restringere, in altre ipotesi, il significato del concetto di cessione di beni.

Provvede a detto restringimento anche se dal punto di vista civilistico, non possono essere considerate come tali.

Non a caso, esso stabilisce che NON SONO considerate cessioni di beni, le Cessioni di:

  • Terreni agricoli non edificabili: Questa cessione è senza IVA, ma si applica l’imposta di registro.
  • Aziende o rami di aziende: Anche qui si applica l’imposta di registro. In questo caso, per esigenza di uniformarsi al diritto europeo.
  • Denaro: Questo tipo di cessione non è ivata.
  • E molti altri.

Con riferimento alla fornitura di servizi:

Anche con riferimento alla fornitura di servizi, dobbiamo dire che nel Primo comma dell’articolo 3 detta la regola generale.

Più precisamente che per fornitura medesima, si deve intendere:

  • Tutte quelle prestazione effettuate dietro pagamento di un corrispettivo e che trovano il loro fondamento in un contratto: d’opera, di appalto, di trasporto, di mandato, di mediazione, di deposito e in generale possiamo dire in tutte quelle obbligazioni di FARE, NON FARE O PERMETTERE.

Secondo comma articolo 3 DPR 633/1972

Nel secondo comma si provvede ad ampliare, detto concetto di fornitura. In quanto, esso stabilisce che:

  • Se effettuate verso corrispettivo, costituiscono inoltre fornitura di servizi:
  1. I prestiti di denaro.
  2. Le cessioni, le concessioni e le licenze relative ai diritti d’autore, ai brevetti industriali, marchi ecc.: si pensi ad un caso pratico del professore e cioè alla titolarità del diritto di autore in capo ad una SRL e non ad una persona fisica
  3. La somministrazione di alimenti e bevande.
  4. Cessione di contratti di ogni tipo e di ogni oggetto.
  5. E molti altri.

Quarto comma articolo 3 DPR 633/1972

Nel Quarto comma, invece, si provvede a un correlativo restringimento. In quanto esso esplicitamente stabilisce quanto segue.

NON costituiscono prestazioni di servizi:

  • Le cessioni, le concessioni e le licenze relative ai diritti d’autore, ai brevetti industriali, marchi ecc. se effettuate dai loro autori o dai loro eredi: sono escluse da IVA se in capo a persone fisiche.
  • I prestiti obbligazionari.
  • E molti altri.

Approfondimenti

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