Il momento di effettuazione delle operazioni IVA

Il momento di effettuazione delle operazioni IVA

Fattorino consegna la merce e scatta il momento di effettuazione delle operazioni IVA

Per quanto il momento di effettuazione delle operazioni IVA il legislatore ha stabilito, quando un’operazione deve ritenersi come avvenuta; quindi, come produttiva dei correlativi diritti e obblighi.

Si tratta di criteri che ricordano, quelli studiati nella disciplina del reddito d’impresa.

Spiegazione dei criteri per determinare il momento di effettuazione delle operazioni IVA

Allo stato attuale, la disciplina sul momento di effettuazione dell’operazione, è contenuta all’interno dell’articolo 6 DPR 633/1972.

Non a caso, detto articolo stabilisce, a secondo del tipo di operazione, il momento preciso in cui essa potrà dirsi effettuata ai fini IVA. Più precisamente, per:

  • I beni mobili: la consegna o la spedizione.
  • I beni immobili: la stipulazione dell’atto.
  • La prestazione di servizi: il momento in cui si paga il corrispettivo.

A questo punto sorge una domanda. Cosa accade se il servizio è stato pagato, in tutto o in parte, primA che esso stesso venga prestato?

La risposta è semplice. Questo perché interviene in nostro aiuto, il Quarto comma dell’articolo 6 D.P.R. 633/1972.

Detto Quarto comma, infatti, stabilisce che:

  • Se tuttavia il corrispettivo è pagato in tutto o in parte o se l’emissione della fattura è stata anticipata l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o di quella del pagamento.

Sulla base di quanto appena detto si comprende bene un dato certo.

Quando si applica questo Quarto comma dell’articolo 6 D.P.R. 633/1972, possono avere due conseguenze.

La prima è che si verifica un’anticipazione del prelievo rispetto al momento del trasferimento del bene o della fornitura del servizio.

La seconda, invece, è che si può avere anche l’applicazione di un regime fiscale diverso, per quelle  che sono le singole frazioni delle operazioni man mano fatturate e/o pagate.

Per fare un esempio e capire meglio. Si pensi ad una riforma delle aliquote. Nel primo pagamento l’IVA è al 22%, mentre nel secondo al 23%.

La giustificazione di questa soluzione normativa risiede in due circostanze di fatto. Più precisamente, perché:

  • Con il pagamento, anche se anticipato, si ritiene realizzato quel consumo che si intende colpire.
  • Ricevendo la fattura si consente al destinatario dell’operazione, se anch’esso è soggetto IVA, di detrarre l’imposta addebitata.

Momento in cui l’IVA diventa esigibile da parte dello Stato

Ora, per completezza di trattazione bisogna dire quanto segue.

Vale a dire, di regola, una volta che a norma dell’articolo 6 l’operazione sia stata effettuata, si ha una conseguenza giuridica non indifferente.

Più precisamente, l’obbligo del contribuente di versare l’imposta dovuta. Quindi la sua correlativa esigibilità da parte dello Stato.

Operazioni ad esigibilità differita dell’IVA da parte dello Stato

Tuttavia, vi sono particolari operazioni per le quali l’esigibilità da parte dello Stato, viene differita al momento del pagamento del corrispettivo. Sto parlando dell’Ultimo comma dell’articolo 6 D.P.R. 633/1972. 

Detto comma, infatti, individua una serie di fattispecie frequenti.

Più precisamente, tutte quelle fattispecie – tassativamente elencate – in cui il soggetto opera nei confronti dello Stato, degli Enti pubblici territoriali, dell’università, delle ASL, delle Camere di Commercio e di tutti quei soggetti che possiamo definire cattivi pagatori.

Non a caso, proprio per il notorio ritardo con cui questi Enti provvedono al pagamento, il legislatore ha previsto detta disciplina dell’esigibilità differita.

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