L’imposta diretta IRAP

L’imposta diretta IRAP

L’imposta diretta IRAP, ovvero (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), è un importante tributo. Esso, infatti, costituisce il principale gettito, per soddisfare le finanze delle Regioni.

L’IRAP è un tributo regolato da leggi statali, le quali definiscono gli ambiti di autonomia, normativa e gestionale, riconosciuta alle Regioni. Quest’ultime come abbiamo già detto, sono gli Enti destinatari del gettito.

Si tratta di un ambito di autonomia, che in nessun caso può però comprendere la possibilità, da parte delle Regioni, di non applicare queste imposte all’interno del suo territori. Ne consegue che la sua massima espressione, si sostanzia nella possibilità di deliberare talune limitate variazioni – sia in aumento che in diminuzione – a quelle che sono le aliquote stabilite dalla legge statale.

La legge che disciplina il tributo IRAP non consente alle Regioni, la possibilità di svolgere le attività di accertamento e riscossione o di erogazione delle sanzioni. Esse restano ancora oggi, attività svolte dagli apparati amministrativi finanziari statali.

In ogni caso è importante sottolineare che il tributo IRAP, è indeducibili dai redditi imponibili ai fini IRPEF o IRES.

Le singole caratteristiche del tributo IRAP

Cerchiamo di osservare adesso le singole caratteristiche essenziali, analizzando taluni aspetti della disciplina sostanziale.

Presupposto di fatto IRAP

Per quanto riguarda il PRESUPPOSTO DI FATTO, esso è da ravvisare nello: svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata per la produzione o lo scambio di beni e servizi.

Ne consegue che i soggetti passivi sono tutti coloro che svolgono detta attività, in maniera Abituale e Autonomamente Organizzata.

Spiegazione dei concetti di abitualità e autonomamente organizzata

L’espressioni Abitualità ed Autonomamente Organizzata assumono rilevanza ai fini del tributo, solo nei confronti delle persone fisiche che esercitano un attività d’impresa, artistica o professionale.

Inizialmente la giurisprudenza riteneva che dovesse essere sempre ritenuta “autonomamente organizzata”, ogni attività – sia imprenditoriale che professionale – che risultava svolta in modo abituale e senza vincolo di subordinazione.

Ma successivamente la Corte Costituzionale (sent. 156/2001) precisa che l’elemento organizzativo, mentre è sempre esistente nell’attività d’impresa; non è altrettanto sempre esistente nell’attività di lavoro subordinato. Quest’ultimo, infatti, può essere svolto anche in assenza di apporti di capitale o di lavoro altrui. Quindi può liberamente non essere assoggettate a detto tributo, per difetto dell’autonoma organizzazione.

Spiegazione del concetto attività produttiva

Per quanto, invece, riguarda l’espressione attività produttiva, essa deve essere intesa in senso atecnico. Proprio perché sono assoggettate al suddetto tributo, non soltanto le vere e proprie attività economiche agricola, commerciale, arti e professioni; ma anche come abbiamo anticipato, le attività non economiche e pubblico istituzionali in genere.

Non a caso la norma (D.Lvo n 446/1997) stabilisce che l’attività di tutte le amministrazioni pubbliche, costituisce in ogni caso presupposto dell’imposta. Ciò si giustifica per il fatto che l’IRAP si presenta come un tributo sostitutivo, anche dei precedenti contributi sanitari.

La base imponibile IRAP

Non è, invece, altrettanto agevole l’individuazione della base imponibile. Questo perché nell’IRAP bisogna distinguere due fronti. Quello dell’attività d’impresa e quello dell’attività non d’impresa.

Per quanto riguarda l’attività d’impresa

La base imponibile è costituita dal valore della produzione netta.

Vale a dire, si prende il bilancio e si detraggono dai ricavi e gli altri proventi assimilati, i costi ordinari dell’impresa.

Ne consegue che ai fini del valore della produzione netta, non si devono prendere in considerazione: i proventi e gli oneri finanziari, i proventi e gli oneri straordinari, nonché, i costi di lavoro dipendente.

Ora questa composizione della base imponibile, che sembrerebbe colpire il valore aggiunto, ha fatto sollevare dubbi di incostituzionalità. Ci si è chiesto, infatti, se detta IRAP non fosse un duplicato dell’IVA.

Questo dubbio è stato risolto dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea, la quale, ha esplicitamente negato l’esistenza di una similarità tra l’IRAP e l’IVA.

Non a caso, l’IVA è una imposta sui consumi. Essa è applicata sulle singole operazioni economiche, poste in essere nell’esercizio di un’attività d’impresa. Ed è, altresì, accompagnata da quel diritto-dovere di rivalsa.

L’IRAP invece è un imposta che si applica, anche alle aree non commerciali. Essa è commisurata ai risultati di fine esercizio, non quindi al valore delle singole operazioni.

Per quanto riguarda l’attività non d’impresa

Per gli Enti (anche pubblici), la base imponibile è costituita dall’ammontare delle retribuzioni del personale dipendente.

A questo punto sorge spontaneamente una domanda.

In che cosa consiste la capacità contributiva di questo tributo?

La risposta potrebbe essere data, citando il libro bianco di Franco Gallo e cioè, la capacità contributiva è data dal “dominio dei mezzi produttivi (strumenti, personale ecc)”.

Non potrebbe essere altrimenti, visto che detto tributo non ha natura reddituale, in quanto, viene pagata anche da imprese in perdita.

Ma analizziamo adesso la capacità contributiva, dal punto di vista dei professionisti.

Possiamo dire che essi dominano i mezzi produttivi?

Essi sono dotati di una organizzazione?

La risposta è certamente si.

Questo perché ai fini IRAP non si chiede, né una stabile organizzazione, né una organizzazione d’impresa. Si chiede solamente un’autonoma organizzazione.

Quest’ultima può essere presente anche nelle figure professionali e intellettuali, laddove si avvalessero di segretaria o altri collaboratori vari.

L’avvocato con la segretaria deve pagare l’IRAP, senza segretaria non è soggetto passivo di detto tributo.

IRAP e l’attività svolta in due o più Regioni

Poniamoci un ultimo interrogativo. Come deve essere pagata l’IRAP, nel caso in cui l’impresa esercita la propria attività in due o più Regioni?

La riposta è che si deve pagare in ogni Regione, in cui il soggetto passivo ha le strutture. Detto pagamento deve avvenire, in proporzione ai dipendenti.

Esempio: 2 dipendenti in Sicilia e 1 in Campania. Il valore di produzione netta sarà pagata per due terzi alla Sicilia e un terzo alla Campania.

Come abbiamo più volte anticipato, l’IRAP può essere definita come la fonte primaria di finanziamento delle Regioni. Non a caso, essa è dotata di un ampia base imponibile e di un’aliquota proporzionale che ha anche natura patrimoniale, proprio perché non guarda agli incrementi reddituali.

Si osservi che l’IRAP fu istituito come tributo nuovo, ma fin dalla sua istituzione si presentò come sostitutivo di 5 precedenti forme di prelievo. In particolare, si pensi all’ILOR, alla Concessione Governativa sulle Partite IVA, ovvero, all’Imposta Comunale sulle Imprese Arti e Professioni.

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