Limiti diritto di detrazione nell’IVA

Limiti diritto di detrazione nell’IVA

Omino che controlla meticolosamente la detraibilità dell'IVA

Desta particolare interesse trattare il tema, Limiti diritto di detrazione nell’IVA.

Il verificarsi dei presupposti del diritto di detrazione, se è sempre necessario, non sempre può dirsi sufficiente. Questo recupero dell’imposta subita con gli acquisti, infatti, soggiace a taluni limiti imposti dalla legge.

Taluni di questi limiti, possono comportare l’esclusione o la perdita del diritto di detrazione, malgrado la sussistenza di suoi presupposti.

Questi limiti possono essere distinti in limiti di natura:

  • SOSTANZIALE
  • FORMALE
  • TEMPORALE

Limiti sostanziale, formale e temporale del diritto di detrazione nell’IVA

Limiti alla detrazione dell’IVA di natura sostanziale

Nella disciplina originaria dell’IVA si escludeva la detraibilità, soltanto delle imposte relative ad acquisti destinati all’effettuazione di operazioni esenti.

Oggi, l’area di operatività di questo limite, è stata estesa alla maggior parte delle operazioni non soggette all’imposta.

Questo ha un significa ben preciso. Non sempre e ne tutta l’imposta subita sugli acquisti, dai soggetti IVA, sia detraibile.

Anzi, bisogna dire che per determinare l’importo indetraibile, occorre distinguere due ipotesi:

Quella degli acquisti direttamente finalizzati, a specifiche operazioni esenti o comunque non soggette all’imposta; quella degli acquisti che contengono, sia operazioni che danno diritto alla detrazione che quelli invece esenti.

Nel primo caso si ha l’indetraibilità specifica. Quindi, sarà indetraibile l’intero importo dell’imposta relativa agli acquisti in questione.

Nel secondo caso opera, invece, il criterio della c.d. detraibilità pro rata.

Esso consiste nel riconoscere questo diritto di detrazione, in misura proporzionale al rapporto tra l’ammontare delle operazioni che danno diritto alla detrazione effettuata nell’anno, e lo stesso ammontare aumentato delle operazioni esenti.

Facciamo un esempio per capire meglio.

Se le operazioni effettuate dal contribuente sono costituite, per il 70% da operazioni esenti e per il residuo 30% da operazioni soggette ad imposta; sarà possibile detrarre solo il 30% da quella che è l’imposta complessiva subita sugli acquisti.

Bisogna aggiungere altresì che con riferimento, esclusivamente agli acquisti di beni ammortizzabili, opera anche il criterio della pro rata temporis. Vale a dire, che la detrazione opera nell’anno  in cui i singoli beni sono stati acquistati.

Anche se è giusto fare un’ulteriore precisazione. Saranno possibili le rettifiche sia in aumento che in diminuzione, in ciascuno dei quattro anni successivi alla loro entrata in funzione. Questo qualora si verifichi, un mutamento della percentuale di detraibilità superiore a dieci punti percentuali.

Limiti alla detrazione dell’IVA di natura formale

Un secondo ordine di limiti alla detraibilità dell’imposta sugli acquisti, è rappresentato dal dovere di osservare gli obblighi, di registrazione delle relative fatture e di dichiarazione annuale.

Ne consegue che, detto diritto di detrazione non sorge nei casi in cui tali obblighi risultano inosservati.

Questo ordine di limite trova la sua giustificazione, nella circostanza di fatto che il diritto di detrazione è finalizzato alla determinazione dell’imposta complessivamente dovuta, in base alle dichiarazioni annuali.

In altre parole, la detrazione è un diritto che deve essere esercitato sulla base dell’imposta annualmente dovuta. Non, quindi, sulla base del singolo acquisto.

Ne consegue che, detta detrazione pur potendosi provvisoriamente operare nel calcolo dei versamenti infrannuali, sono giuridicamente riconoscibili solo se, e per la parte che, confluisce nella dichiarazione annuale.

Stesso discorso può essere fatto per gli Enti NON commerciali.

Non a caso, non soltanto sono detraibili solo quegli acquisti effettuati nell’esercizio di attività commerciali o agricole, ma è altresì necessario, affinché si possa detrarre, che le attività medesime siano gestite con contabilità separata da quella principale; e che comunque anche con riferimento a quest’ultima attività, risulti regolarmente tenuta la contabilità obbligatoria a norma di legge o di Statuto.

Limiti alla detrazione dell’IVA di natura temporale

Nel sistema originario l’articolo 28 comma quattro, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, stabiliva che:

  • Il contribuente perde il diritto alle detrazioni non computate per i mesi di competenza né in sede di dichiarazione annuale.

Questa soluzione normativa, molto coerente con la natura di imposta periodica, aveva determinato forti dubbi interpretativi e quindi, anche applicativi.

Più precisamente, dalla disposizione non si riusciva a comprendere bene,

Se, e come, fossero recuperabili le imposte sugli acquisti nel caso in cui le detrazioni, anche se computate nei mesi di competenza, non erano state riportate nella dichiarazione annuale.

Con il D.Lvo numero 313 del 1997 è stato sensibilmente ampliato, il termine per l’esercizio del diritto di detrazione.

in quanto, oggi è disposto che (art. 19 comma 1):

  • Può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto, anche se con le condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

In altre parole, in passato si perdeva il diritto di detrarre, se la detrazione non fosse stata effettuata né nei mesi di competenza, né nella dichiarazione annuale di competenza.

Oggi, invece, l’articolo 19 comma 1 stabilisce che la detrazione è consentita fino alla seconda dichiarazione annuale successiva a quella di competenza.

Per fare un esempio e capire meglio.

Ho acquistato nel 2016, posso detrarre fino alla dichiarazione annuale del 2018.

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