La tutela del contribuente contro gli atti della riscossione

La tutela del contribuente contro gli atti della riscossione

Con riferimento al la tutela del contribuente contro gli atti della riscossione, possiamo dire quanto segue.

La tutela giurisdizionale è da tempo espressamente riservata alle Commissioni tributarie, le quali hanno competenza anche per le ipotesi in cui, il Ruolo e la Cartella di pagamento non siano stati preceduti dalla notifica dei loro antecedenti necessari.

  • Avviso di accertamento
  • Avviso di liquidazione
  • Provvedimento sanzionatorio

Giurisdizione Commissione tributaria

Per quanto, invece, riguarda gli atti non esecutivi, (es. iscrizione di ipoteche, fermi di beni mobili registrati, dinieghi di rateizzazioni, ecc.), dobbiamo dire innanzi tutto che sono ESPRESSAMENTE ESCLUSI dalla giurisdizione della Commissione tributaria tutte le controversie relative:

  • Agli atti dell’esecuzione forzata successive alla notifica della cartella di pagamento, fatte salve le controversie inerenti all’iscrizione di ipoteche e provvedimenti di fermo dei beni mobili registrati, se chiaramente inerenti ai crediti tributari.

La Cassazione ha poi riconosciuto la giurisdizione delle Commissioni tributarie anche con riferimento ai dinieghi o revoche delle rateizzazioni.

Giurisdizione Giudice ordinario

Sono invece riservate al giudice ordinario, le controversie attinenti:

  • L’impignorabilità dei beni aggrediti dall’agente della riscossione
  • Legittimità dei singoli atti esecutivi posti in essere dall’agente della riscossione (es. determinazione del prezzo, dei beni pignorati, delle modalità di vendita ecc.).

Sulla base dell’articolo 57 del DPR 602/1973 non sono, invece, ammesse le OPPOSIZIONI attinenti a:

  1. Precetto
  2. Alla regolarità formale del titolo esecutivo
  3. Alla notifica del titolo esecutivo stesso

In ogni caso, il giudice ordinario non può sospendere l’esecuzione forzata tributaria, se non nei soli casi in cui ricorrono gravi motivi e fondato sospetto di irreparabile danno.

Per quanto riguarda, infine, gli eventi che si sono verificati dopo la Cartella di pagamento e che mettono in discussione il diritto a procedere all’esecuzione (es. inosservanza del provvedimento di sospensione o rateizzazione), bisogna dire che ci si può tutelare solo dopo la chiusura della procedura esecutiva, proponendo azione di risarcimento nei confronti dell’agente della riscossione.

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