La ripetizione dell’indebito

La ripetizione dell’indebito

Anche la restituzione delle somme pagate indebitamente è assoggettata a regole particolari. Infatti, l’ordinaria azione civile di indebito oggettivo, può essere esercitata nei confronti dell’Amministrazione finanziaria solamente nel caso di carenza assoluta di potere.

Il contribuente ha pagato un tributo non previsto dalla legge o in base ad una legge non più in vigore.

In tutti gli altri casi dove non vi è carenza assoluta di potere, si applicano regole di settore che variano a secondo del tipo di indebito tributario.

Altri tipi di indebito

L’indebito può infatti verificarsi:

  1. Per un tributo erroneamente addebitato in u rapporto  di rivalsa.
  2. Per errori commessi dal contribuente che spontaneamente assolve agli obblighi tributari.
  3. Per errori commessi dall’Amministrazione finanziaria nell’esercizio dell’attività di accertamento, riscossione o nell’emanazione di sanzioni.

Il primo tipo di indebito ricorre tutte le volte in cui l’addebito dell’IVA o delle ritenute alla fonte avviene in misura maggiore del dovuto

Nel campo IVA in assenza di specifiche norme tributarie si ritiene che il rivalsato possa esercitare l’ordinaria azione di indebito oggettivo nei confronti del rivalsante.

Mentre il rivalsante esercita azione tributaria di rimborso nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

In dottrina si dubita sulla correttezza di questa disciplina, perché si può ovviare all’indebito che deriva da errori di fatturazione mediante omissione di una c.d. nota di variazione.

Nel campo delle ritenute, invece, l’azione tributaria di rimborso è sempre possibile esperirla nel caso di ritenuta illegittima.

Il secondo tipo di indebito ricorre nel caso di errori del contribuente dovuti a causa di versamenti volontari. In questo caso si ritiene che quest’ultimo possa esperire azioni di rimborso entro termini decadenziali (48 mesi dal versamento), più brevi rispetto alla normale prescrizione decennale del codice civile.

La giustificazione risiede nell’intento di conferire stabilità e certezza alle situazioni giuridiche tributarie.

Si osservi che presentata l’istanza di rimborso entro i termini decadenziali, il contribuente – nel caso di inerzia dell’Amministrazione finanziaria – potrà decorsi 90 giorni dall’istanza, ottenere il rimborso presentando ricorso alla Commissione tributaria.

Il ricorso alla Commissione tributaria si prescrive in 10 anni, fermo però il dovere di presentare istanza di rimborso all’Amministrazione finanziaria.

Il terzo tipo di indebito ricorre, invece, nelle ipotesi di indebiti dovuti a causa di atti e provvedimenti dell’Amministrazione finanziaria. Dobbiamo dire che qui è sempre possibile presentare domanda di rimborso, ma a condizione che gli atti e i provvedimenti medesimi siano stati tempestivamente impugnati.

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