Imputazione delle violazioni e applicazione delle sanzioni pecuniarie

Imputazione delle violazioni e applicazione delle sanzioni pecuniarie

Come è agevole comprendere dal titolo di questo post, ci sono norme giuridiche che disciplinano:

  • L’imputazione soggettiva delle violazioni tributarie
  • E la correlativa applicazione delle sanzioni pecuniarire

Sul punto bisogna dire quanto segue. Affinché vi sia detta imputazione e detta applicazione, le norme giuridiche richiedono che al momento del fatto, sussistano due principi in capo al contribuente. Più precisamente il principio di:

  • Imputabilità
  • Colpevolezza

Principio di imputabilità

Per imputabilità si deve intendere: che il contribuente, non può essere assoggettato a sanzione amministrativa pecuniaria, se al momento in cui ha commesso il fatto, non fosse da ritenersi capace d’intendere e di volere sulla base dei principi penalistici.

Principio di colpevolezza 

Per colpevolezza si deve intendere, invece, che il contribuente risponde delle sue azioni e omissioni, coscienti e volontarie. Sia esse siano dolose che colpose.

Casi di non punibilità

In tema di violazioni e sanzioni hanno un importante rilievo, anche quelle norme che disciplinano i casi di non punibilità, ovvero, tutte quelle violazioni che sono dipese per:

  1.  Errore di Fatto se non è dipeso da colpa.
  2.  Incertezza o Indeterminatezza obiettiva nell’applicazione della norma fiscale: Non è punibile neanche il contribuente che si è uniformato a precedenti indicazioni dell’Amministrazione finanziaria, le quali sono poi state successivamente modificate.
  3. Il mancato pagamento del tributo per un fatto denunciato all’autorità giudiziaria e imputabile esclusivamente a terzi. Si pensi al consulente incaricato a provvedere all’adempimento e che invece si appropria delle somme.
  4. Forza maggiore.

Ora, restando sempre in tema di norme che disciplinano “imputazione delle violazioni e applicazione delle sanzioni pecuniarie”, è importante parlare anche di quelle norme che dedicano le proprie disposizioni alla disciplina del:

  • Concorso di persona
  • Autore mediato
  • Responsabilità per le sanzioni amministrative

Il Concorso di Persona: (Articolo 9 D.Lvo 1997 n. 472).

Questo istituto giuridico, è stato introdotto per consentire l’irrogazione distinta della sanzione a tutti coloro che hanno concorso ad operare in una medesima violazione.

  • Quando più persone concorrono in una violazione, ciascuna di esse soggiace alla sanzione per essa disposta. (Art. 9 comma Primo).

La legge però (art. 9 comma Secondo), stabilisce che:

  • Se la violazione consiste in una omissione di un comportamento, cui sono obbligati a tenerlo in solido più soggetti, è irrogata una sola sanzione e il pagamento posto in essere da uno, sarà liberatorio per gli altri. E’ fatto salvo il diritto di Regresso.

Questa disposizione finisce per ridurre drasticamente la portata del concorso di persona, perché lo esclude proprio nei casi in cui esso dovrebbe tipicamente trovare attuazione. Si pensi all’omissione nel dovere di presentare la dichiarazione.

L’Autore mediato: (Articolo 10 D.Lvo 1997 n. 472).

L’istituto dell’autore mediato trova applicazione, in tutti quei casi che si trovano al di fuori dell’applicazione delle norme sul concorso di persona di cui all’articolo 9. A maggior conferma di quanto sto asserendo, esso consiste nel fatto che:

  • Chi con: violenza, minaccia, inducendo altri in errore o avvalendosi di persone incapaci di intendere e di volere, determina la commissione di violazioni fiscali, ne risponde in luogo dell’autore materiale.

Si pensi alle ipotesi tipiche:

Del consulente fiscale che induce in errore incolpevole il proprio assistito.

Dell’amministratore di una società di persone che inserendo nel bilancio redditi minori a quelli effettivi, porta i soci a un incolpevole infedeltà nel contenuto della propria dichiarazione.

Responsabilità per le sanzioni amministrative: (Articolo 11 D.Lvo 1997 n. 472).

Interessante, infine, è anche parlare delle norme che disciplinano la responsabilità del datore di lavoro persona fisica, Società ed Enti di ogni tipo, per le violazioni poste in essere dal loro DIPENDENTE.

Nel precedente assetto normativo la sanzione veniva irrogata al datore di lavoro, ovvero alla società e si prevedevano casi in cui vi era anche una responsabilità solidale del dipendente.

Principio di personalità

Oggi, invece, in linea con il principio di personalità  è stabilito che la sanzione deve essere irrogata al dipendente e che il datore di lavoro o la società sono responsabili in solido. Tanto che questi possono anche esercitare l’azione di REGRESSO, sulla base della normativa vigente.

Per comprendere meglio detta responsabilità, è a mio avviso importante fare alcune precisazione e cioè:

  1. Per violazioni commesse con dolo o colpa grave – sempre che l’autore non ne abbia tratto un diretto vantaggio – la sanzione non può eccedere i 50.000,00 euro.
  2. Se il concorso nella violazione ha portato all’irrogazione di più sanzioni differenti, la responsabilità solidale è limitata solo per le sanzioni più gravi.
  3. La morte del trasgressore non estingue la responsabilità solidale in questione. Anzi, detto evento finisce per trasformare il coobbligato nell’effettivo soggetto passivo della sanzione.
  4. Il coobbligato della sanzione può presentare proprie difese avverso l’atto di contestazione della violazione.
  5. E così via.

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