Diritto del lavoro e la strategia europea per l’occupazione

Diritto del lavoro e la strategia europea per l’occupazione 

Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno compreso che per rendere più efficiente il loro mercato del lavoro, è necessario attuare un coordinamento a livello europeo. Coordinamento che abbia ad oggetto, le politiche occupazionali.

Sul punto è infatti importante citare l’articolo 145 e ss. del TFUE, in quanto, prevede una Strategia europea per l’occupazione.

In altre parole, detto articolo prevede che ogni hanno tutti gli Stati membri presentino un Piano nazionale per l’occupazione, seguito poi da una discussione a livello europeo che servirà a valutare i risultati conseguiti da ciascuno Stato con il proprio Piano nazionale.

Questo trova la sua giustificazione nel fatto che se un Piano nazionale di un Paese, dovesse ottenere maggiori risultati dal punto di vista occupazionale, tutti gli altri Paesi possono imitarlo o addirittura copiarlo.

Pilastri della politica occupazionale europea

Ad ogni modo, è importante dire che l’Europa fa poggiare la materia delle politiche occupazionali su quattro pilastri ben precisi:

  1. Occupabilità: Rendere i lavoratori occupabili e quindi sollecitare gli Stati a fare sì che la forza lavoro presente nel loro Paese, sia più formata e qualificata.

 

  1. Adattabilità: E’ un sinonimo della flessibilità e quindi sollecitare gli Stati ad avere una forza lavoro in grado di inserirsi e soprattutto di reinserirsi in mercati del lavoro molto più fluidi e dinamici rispetto a quelli del passato.

 

  1. Imprenditorialità: Incentivare lo sviluppo di iniziative imprenditoriali qualificate.

 

  1. Pari opportunità: Favorire tutti quegli interventi che vadano a tutelare le categorie più svantaggiate.

 

Come abbiamo già detto, il coordinamento delle politiche occupazionali europee, è un qualcosa di molto importante ai fini di una maggiore efficienza dei mercati del lavoro dei Paesi membri dell’Unione.

Tuttavia però, a causa della crisi globale che si è posta in essere nel 2007/08, gli Stati hanno fronteggiato le ricadute occupazionali della recessione, in modo isolato. Questo ha portato i Paesi a non essere più in sintonia e quindi ad avere un grave squilibrio finanziario.

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