Contratto di lavoro: Origine limitazione della libertà negoziale

Contratto di lavoro: Origine limitazione della libertà negoziale 

Come abbiamo avuto modo di vedere nei post precedenti, il fatto di aver eliminato gli ostacoli legali che impedivano il libero esercizio della libertà sindacale, non era qualcosa di sufficiente per migliorare e tutelare la condizione dei lavoratori.

A tal fine occorreva fare qualcosa in più. Bisognava intervenire all’interno del contratto di lavoro, in quale, all’epoca si presentava come contratto di locazione di opere.

A maggior conferma di quanto sto asserendo lo dimostra la circostanza di fatto che alla fine del XIX secolo, una parte minoritaria della dottrina comincia a mettere in evidenza l’inadeguatezza del diritto privato a regolare il fenomeno del lavoro industriale. Era necessario un diritto privato-sociale che riequilibrasse lo svantaggio negoziale del lavoratore.

Ma nonostante l’orientamento di questa dottrina, fosse forse troppo in anticipo rispetto ai tempi, si aveva ugualmente urgenza di intervenire e adottare misure a protezione della classe operaia. Urgenza riconosciuta anche a livello politico, inclusi i governi liberali moderati guidati da Giolitti.

Si intervenne così in via legislativa con la conseguenza che le leggi protettive emanate, hanno inizialmente assunto la veste di leggi speciali e quindi parallele al codice civile.

Dette leggi speciali avevano la forza di una normativa di ordine pubblico, sia perché erano Imperative e Inderogabili, sia perché la loro violazione prevedeva spesso l’applicazione di norme penali.

Insomma erano leggi che limitavano la libertà negoziale, ma anche la libertà imprenditoriale nella gestione dei lavoratori, per tutelare quest’ultimi nelle tematiche più allarmanti della condizione operaia. Si pensi a:

  • Il lavoro dei fanciulli
  • Gli infortuni sul lavoro: si obbligarono i datori di lavoro a tutelare la salute degli operai con un’assicurazione obbligatoria.
  • la condizione delle lavoratrici madri: furono istituite con legge le prime casse di maternità.
  • E così via.

Si osservi che oltre a questi provvedimenti furono adottate anche altre misure sempre a protezione dell’operaio, infatti, con una legge del 1893 si istituirono i c.d. Probiviri, i quali erano arbitri a cui i lavoratori potevano rivolgersi per far decidere in via equitativa le controversie che erano sorte con i datori di lavoro.

Ed è proprio a detti probiviri che si deve l’elaborazione di regole importanti come:

  • Preavviso nel licenziamento ad nutum, cioè licenziamento senza dare una motivazione.
  • Efficacia sospensiva e non risolutiva dello sciopero sul contratto di lavoro.

Successivamente con lo svilupparsi del sindacalismo di categoria, si sviluppò altresì, sia il sistema della contrattazione collettiva e questo non solo a livello nazionale ma anche a livello aziendale; sia la nascita delle prime forme embrionali di rappresentanza dei lavoratori a livello aziendale, mediante le c.d. commissioni interne.

E’ infine importante precisare in questa sede, che tutte queste istituzioni operaie che con fatica si sono poste in essere, sono entrate in crisi nel periodo successivo alla fine della Prima guerra mondiale.

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