Azione amministrativa. Principio del buon andamento

Azione amministrativa. Principio del buon andamento

Azione amministrativa. Principio del buon andamento

Anche l’attività di accertamento deve essere espletata in conformità al principio di buon andamento contenuto nell’articolo 97 della Costituzione e quindi, deve essere esercitata cercando di conseguire il miglior risultato possibile, tenendo conto delle risorse disponibili.

Il legislatore per aiutare l’amministrazione finanziaria a conformarsi al principio in esame, ha introdotto talune norme con cui ha previsto

  • L’accertamento con adesione
  • La conciliazione giudiziale
  • L’autotutela amministrativa
  • La responsabilità patrimoniale finanziaria

Autotutela Amministrativa

Nel diritto tributario, detta autotutela può essere sia:

Positiva: La quale è a danno del contribuente. Si pensi alla sostituzione di un atto viziato con uno nuovo esente da vizi.

Negativa: La quale è, invece, a favore del contribuente medesimo. Si pensi all’ipotesi in cui si provvede ad annullare d’ufficio in tutto o in parte il provvedimento illegittimo.

Una parte della dottrina ritiene che l’autotutela positiva, si possa avere solo per rimuovere i vizi di natura formale – sottoscrizione, notifica, motivazione – e non anche per i vizi di natura sostanziale.

La dottrina e la giurisprudenza dominante, invece, ritengono che si può avere anche autotutela positiva per vizi di natura sostanziale, purché si è ancora nei termini fissati dalla legge per l’emanazione dell’atto.

Per quanto riguarda l’autotutela negativa, essa è certamente possibile in materia di accertamento, ma bisogna precisare però che l’atto con cui essa viene operata, non ha i connotati tipici dell’autorità.

Si osservi che con riferimento all’autotutela negativa, ci si pone una domanda e cioè:

  • Se l’atto illegittimo diventa inoppugnabile per mancata impugnazione nei termini di legge, il contribuente può presentare istanza annullamento d’ufficio e impugnare l’eventuale diniego espresso o tacito?

Secondo una parte della dottrina no, in quanto, il contribuente ha un vantaggio di mero fatto. Secondo un’altra parte della dottrina, invece, si e ciò perché annullare un atto illegittimo è un atto obbligatorio.

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