Atti d’indirizzo esterno. Studi di settore

Atti d’indirizzo esterno. Studi di settore

Atti d'indirizzo esterno. Studi di settore

Gli studi di settore sono contenuti all’interno di decreti ministeriali, emanati dal Ministro dell’economia e delle finanze ed hanno una funzione analoga a quella del c.d. redditometro, infatti, anch’essi sono atti che contengono:

  • I criteri che gli Uffici periferici operativi devono utilizzare, per valutare i dati e le notizie precedentemente acquisite, ai fini di determinare in via presuntiva i ricavi e i compensi, rispettivamente di imprenditori ed esercenti arti e professioni.

Si tratta chiaramente, di un accertamento di tipo induttivo.

Ma negli Studi di Settore, quali sono i dati e le notizie che bisogna valutare, per determinare in via presuntiva detti ricavi e detti compensi?

La risposta è semplice, in quanto, bisogna valutare, applicando appositi coefficienti, non le manifestazioni di agiatezza come avviene nel redditometro, bensì gli ELEMENTI ESTERIORI dell’attività economica del contribuente.

Si pensi a:

  • Consumo di energia elettrica
  • Consumo di materie prime
  • Valore beni strumentali
  • Dimensione dei locali
  • Numero e tipologia dei dipendenti
  • Ecc.

In altre parole, questi studi di settore vengono elaborati, studiando appunto campioni significativi di contribuenti appartenenti ai diversi settori economici.

  1. Per ogni settore economico si valutano quegli elementi esteriori tipici

 

  1. Sulla base di questa valutazione, si esprime un risultato numerico che rappresenta l’ammontare dei compensi e dei ricavi che si devono ritenere congrui con riferimento a quella determinata attività economica.

In ogni caso, bisogna dire che:

Da una parte, gli uffici periferici operativi devono utilizzare detti coefficienti presuntivi, non in modo automatica, ma tenendo conto degli altri elementi concreti che specificatamente si riferiscono all’attività del contribuente.

Dall’altra parte, il contribuente potrà contestare il reddito determinato mediante gli Studi di Settore, ma solo con riferimento: alle concrete condizioni in cui sta svolgendo la sua attività economica.

Proprio per le ragioni che ho appena esposto, qualcuno in dottrina ritiene che gli atti contenenti gli studi di settore abbiano natura normativa, ma sembra che il loro inquadramento tra gli atti amministrativi di indirizzo, faccia cogliere meglio le finalità dell’istituto stesso.

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